Dr. Giovanni Nano

Chirurgo Vascolare

Istituto di provenienza: Policlinico San Donato

Il Dott. Giovanni Nano ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e successivamente la Specializzazione in Chirurgia Vascolare presso l’Università degli Studi di Milano dove in qualità di Professore Aggregato svolge attualmente la propria attività di docenza.

ATEROSCLEROSI DELLE CAROTIDI
L’importanza delle carotidi e l’importanza di prevenire la arteriosclerosi.

Perché le carotidi sono così importanti?

Le carotidi sono dei vasi molto importanti che, assieme alle arterie vertebrali, irrorano il cervello, perciò, qualora si ammalino, la patologia che ne deriva è l’ictus, cioè l’infarto

del cervello, che può avere conseguenze molto gravi. Per le loro caratteristiche anatomiche, le carotidi sono una sede preferenziale per la formazione di placche aterosclerotiche, cioè dei depositi di calcio colesterolo e cellule del sangue che tendono a ridurre il lume del vaso.

Quali sono i sintomi per un paziente affetto da questa patologia?

La maggior parte delle stenosi carotidee sono asintomatiche. In caso di sintomi essi possono essere temporanei e regredire (ischemie transitorie) o essere permanenti (ictus). Può essere colpita la parola o la comprensione, ci può essere una deviazione della rima orale e della lingua o una compromissione del movimento del braccio e/o della gamba.

Come facciamo a prevenire il danno?

L’ictus è la terza causa di invalidità nel mondo. Prevenirlo diagnosticando delle stenosi carotidee asintomatiche prima che causino il danno è possibile con un esame che si chiama ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA).

I fattori di rischio quali sono?

L’aterosclerosi è una malattia conseguente all’invecchiamento, al fumo, all’ipertensione, alla familiarità, al diabete e all’ipercolesterolemia e al sovrappeso, pertanto riguarda gran parte della popolazione.

Il paziente dovrebbe sottoporsi ad esami in modo periodico?

In linea di massima almeno una volta prima dei 75 anni un individuo effettua l’ecocolordoppler dei TSA. In presenza di importanti fattori di rischio viene effettuato tra i 50 e i 60 anni. In caso di evidenza di lesioni i controlli periodici possono avere frequenza semestrale o annuale.

Come si curano le stenosi carotidee?

Le stenosi carotidee asintomatiche inferiori al 60-70% si curano con terapia medica che prevede un antiaggregante piastrinico e i farmaci del colesterolo, oltre ai farmaci per controllare pressione e diabete. Le stenosi asintomatiche che superano il 60-70% hanno indicazione al trattamento con la pulizia chirurgica (tromboendoarteriectomia o TEA) o lo stent. In caso di pazienti con sintomi si trattano pazienti con stenosi superiori al 50%.

ARTERIOPATIA ARTI INFERIORI

Che cos’è l’arteriopatia periferica?

Se l’aterosclerosi colpisce le arterie delle gambe il paziente ha difficoltà nel camminare e dopo un certo percorso lamenta crampi ai polpacci. E’ una patologia piuttosto diffusa che un tempo veniva definita “male delle vetrine” poiché i pazienti sostavano fingendo di osservare le vetrine quando colti dai crampi. Nei gradi più severi può portare a dolori a riposo e alla formazione di lesioni o gangrena e portare anche all’amputazione.

Quali sono le cause e come si diagnostica e cura?

I fattori di rischio sono i medesimi dei pazienti affetti da malattia delle carotidi e non è infrequente riscontrare entrambe le patologie nello stesso soggetto. Pertanto spesso al paziente fumatore, iperteso o diabetico è opportuno suggerire non solo l’ecocolordoppler delle carotidi ma anche degli arti inferiori. Il paziente deve camminare il più possibile evitando il dolore e a seconda del grado di malattia la terapia prevede il trattamento endovascolare con angioplastica o le ricostruzioni chirurgiche (TEA o by-pass).

VARICI ARTI INFERIORI o VENE VARICOSE

Un altro problema molto frequente sono le vene varicose, di cosa si tratta?

Le varici o vene varicose si manifestano quando le vene degli arti inferiori si dilatano e diventano tortuose e sono un segno di malattia del sistema venoso. Le varici sono favorite da familiarità, obesità, stazione eretta prolungata, gravidanza, etc.

Che sintomi possono causare?

Generalmente i pazienti affetti da insufficienza venosa lamentano senso di stanchezza e pesantezza alle gambe, crampi, prurito, gonfiore alle gambe o comparsa di capillari e vene varicose. Nei quadri più complessi si può avere la presenza di macchie cutanee ed eczemi con evoluzione fino alle ulcere. Se le vene si infiammano può manifestarsi la varicoflebite o più raramente la trombosi venosa profonda.

Come si valuta il sistema venoso e che tipi di trattamenti esistono?

Il sistema venoso può essere valutato con l’ecocolordoppler venoso degli arti inferiori. La terapia dell’insufficienza venosa prevede l’utilizzo di calze elastiche, l’utilizzo di farmaci o integratori per “rinforzare” la parete delle vene e il trattamento chirurgico tradizionale con stripping o endovascolare con radiofrequenza o laser, oltre alla scleroterapia.

ANEURISMA AORTICO

Cos’è un aneurisma?

L’aneurisma è una dilatazione di un vaso con un calibro doppio rispetto al normale. La sede più frequente degli aneurismi è l’aorta, il più grosso vaso arterioso del corpo che nasce dal cuore e discende nel torace e nell’addome ma tutti i vasi del corpo possono essere interessati. Il tratto di aorta addominale è la sede più frequente. Per sua natura un aneurisma tende a crescere fino a raggiungere un punto di rottura della parete. La maggior parte degli aneurismi sono asintomatici e sono un riscontro occasionale in corso di esami diagnostici o visite mediche con rilievo di pulsatilità addominale aumentata. Se l’aneurisma si rompe il rischio di morte è molto alto. Gli uomini sono più colpiti delle donne ed è più frequente negli ipertesi e fumatori. Esiste una familiarità per cui è opportuno indagare anche i familiari.

Come si diagnostica e come si cura?

Spesso con l’ecocolordoppler è possibile riscontrare l’aneurisma dell’aorta addominale o delle arterie iliache e gli aneurismi delle arterie degli arti o dei vasi carotidei e delle arterie intestinali, seppur con maggior difficoltà. Per l’aorta toracica l’esame di scelta è la TAC. In caso di diametri molto grandi con rischio di rottura aumentato, il vaso sede di aneurisma va sostituito chirurgicamente con una protesi oppure viene escluso per via endovascolare con una endoprotesi.

Quanto costa?

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